sabato 16 marzo 2013

Gita a Padova

In data 15.3.13 abbiamo visitato la città di Padova.In mattinata abbiamo visitato le varie piazze della città, le chiese e una cappella. Ad ogni alunno era stata assegnata una zona o caratteristica della città da esporre agli altri compagni.
Nel pomeriggio abbiamo partecipato ad uno "spettacolo" di luce diretto dall'insegnante di "Didattica dei linguaggi audiovisivi", Gianni Trotter ripercorrendo la storia del precinema.


ecco alcune fotografie:
 
Partenza



Cappella degli Scrovegni









 Spettacoli di luce di Gianni Trotter

sabato 9 marzo 2013

La scuola adotta un monumento

In questo mese ci siamo occupati della realizzazione di un filmano per il concorso "Adotta un monumento".
Abbiamo realizzato il filmato scegliendo come monumento la "Rotonda di San Lorenzo" a Mantova parlando  delle ricerche di un investigatore sulla vita precedente della Rotonda nel Ghetto Ebraico.

ecco alcune foto di backstage:


 



fotografo dell'ottocento



investigatore che entra nella Rotonda

venerdì 22 febbraio 2013

Work with Photoshop/2

In questi giorni abbiamo lavorato sul programma Photoshop modificando delle fotografie di anziani per ringiovanirli utilizzando gli strumenti:
clone, pennello correttivo e pennello correttivo al volo.
Questi strumenti permettono di prendere un campione scelto e riprodurlo dove vogliamo per correggere imperfezioni.


Prima:





Dopo:



sabato 16 febbraio 2013

Work whit Photoshop

Questo logo è stato realizzato utilizzando il programma "Photoshop" partendo dal logo originale di google crome modificando i riempimenti e i bordi utilizzando gli strumenti come ad esempio pennello gomma ed effetti.


Logo originale:







Logo modificato:

lunedì 28 gennaio 2013

Scansiogramma

L'immagine qui accanto è uno scansiogramma ovvero un' immagine fotografica realizzata mediante un dispositivo digitale senza l'impiego di una macchina fotografica.
Questa tecnica serve per comprendere il principio fisico (la fotoelettricità del server) che è alla base della fotografia digitale.
Per realizzarla ci siamo serviti di uno scanner su cui abbiamo appoggiato degli oggetti sul piano di vetro. Questi rifletto la luce dello scanner colpendo le singole celle fotosensibili del sensore CCD.
All'interno delle celle si crea cosi una carica elettrica dovuta alla reazione del silicio che trasforma i fotoni in elettroni.
Successivamente il convertitore A/D raccoglie i dati provenienti dal sensore come un flusso di segnali elettrici per convertirli in dati numerici.
Il processore a sua volta legge i dati numerici e li converte in pixel ognuno dotato del colore dell'oggetto scansionato.
Infine la memoria memorizza il file di immagine permettendo la visualizzazione mediante software su un qualsiasi mezzo informatico.
Il risultato è un immagine a colori, virtuale non fisica corrispondente alla forma degli oggetti collocati sul piano dello scanner.




Questo scansiogramma rappresenta il tipico Passatempo 

sabato 19 gennaio 2013

Sviluppo e stampa in camera oscura

In questo periodo stiamo ripercorrendo il passaggio dalla fotografia analogica, ovvero con l'utilizzo di una pellicola, alla fotografia digitale.
Inizialmente siamo partiti dall'utilizzo di una pellicola Kodak Tmax 100 per scattare delle fotografie in esterna ( questo giustifica anche la bassa sensibilità della pellicola).
Abbiamo poi sviluppato la pellicola avvolgendola, in una camera oscura, in una spirale inserita in una tank.
all'interno della tank abbiamo inserito il liquido di sviluppo, diluito secondo le prescrizioni della casa produttrice, per rivelare le fotografie accelerando il processo di annerimento dei sali d'argento sulla pellicola, l'arresto per arrestare il processo di sviluppo e infine il fissaggio per fissare l'immagine sciogliendo i sali d'argento e rendendo cosi inalterabile l'immagine.
il risultato non fu eccellente a causa di un liquido sbagliato e rovinato a causa della sua mal conservazione.
Successivamente abbiamo scattato dei ritratti utilizzando una pellicola maggiormente sensibile: la Kodak Tmax 400.
Abbiamo poi sottoposto la pellicola allo stesso processo di sviluppo della pellicola precedente però cambiando il liquido di sviluppo e il risultato è stato ottimo.
Successivamente abbiamo messo a contatto le pellicole con un foglio di carta fotosensibile ed esponendolo alla luce abbiamo ottenuto dei positivi delle pellicole per vedere un primo risultato delle fotografie.
Infine utilizzando un ingranditore con le due pellicole sviluppate abbiamo creato degli ingrandimenti di 18x24 cm positivi sviluppandogli nei bagni di sviluppo , arresto, fissiggio e bagno e infine appesi ad asciugare.


Foto in esterna





Foto backstage dei ritrati :








Tank e spirale :






Risultati  :

Stampe a contato:






Positivo di una foto in esterna :







sabato 12 gennaio 2013

STORIA DELLA FOTOGRAFIA

La "fotografia" nasce nel 1826 grazie agli studi di N. Niepce ritraendo una veduta dalla finestra di casa sua nel piccolo paesino di campagna di Granz di campagna alle porte di Chalon-Sur-Saone, utilizzando un certo tipo di asfalto fotoindurente, il bitume di Giudea.


Nel 1829 Niepce inizia a collaborare con un pittore già conosciuto all'epoca per l'invenzione del Diorama, J.L.M. Daguerre.

successivamente nel 1833 Niepce mori e Daguerre si trovò a lavorare da solo fino ad arrivare al 1837, anno in cui si attestò il primo dagherrotipo.

Procedimento del dagherotipo:

° Pulitura e lucidatura di una lastra di rame argentata

° Sensibilizzazione della lastra con vapori di iodio

° Esposizione nella camera oscura

° Rivelazione dell'immagine invisibile (detta latente) attraverso i vapori di mercurio

° Fissaggio con iposolfito, lavaggio ed asciugatura

Contemporaneamene al dagherotipo in inghilterra W.H. Fox Talbot, uomo di fama e di cultura, aveva condotto esperimenti che lo avevano portato a risultati simili a quelli esposti Dagherre e nel 1841 realizza il primo Calotipo realizzando pochi anni dopo il primo fotolibro, il il primo libro illustrato da fotografie, dal titolo "The pencil of nature".

Procedimento del calotipo

° sensibilizzazione di un foglio di carta con ioduro d'argento

° esposizione in camera oscura

° immersione del foglio in una soluzione di "gallo-nitrato d'argento" che agisce come rivelatore o sviluppo

° fissaggio con iposolfito






Veduta della finestra di casa di Niepce.











 video illustrativo procedimento del dagherotipo

venerdì 7 dicembre 2012

FORO STENOPEICO

 
Con l'uso di una camera oscura portatile abbiamo realizzato un negativo mettendo all'interno della scatola oscura un foglio di carta sensibile.
Il risultato è una fotografia speculare del paesaggio inquadrato in cui le parti più chiare che riflettono più luce, come il cielo, risultano nere, mentre le parti più scure, come i cornicioni della scuola, risultano bianche.
Successivamente abbiamo messo a contatto il negativo con un altro foglio di carta sensibile ed esposto alla luce creando cosi il positivo.
Nel positivo le parti che nel negativo erano bianche risultavano nere mentre le parti nere risultavano bianche, questo perché le parti scure lasciano passare minor luce rispetto a quelle chiare.

 

  camera oscura realizzata con una scotala di biscotti:
 
 
 
 


Negativo :
 
 
Positivo :
 

giovedì 6 dicembre 2012

Visita: Galleria del Premio



Lunedì 26 novembre 2012, insieme alla classe 2°AG del nostro Istituto, abbiamo visitato la Galleria del Premio di Suzzara.
La Galleria del Premio è principalmente una galleria di arte contemporanea, al suo interno è possibile quindi osservare quadri e sculture del Novecento. In questo ultimo periodo, la galleria è caratterizzata da un “clima di emergenza”, perché è diventata una specie di ricovero per le opere d’arte che erano presenti nelle chiese mantovane danneggiate dal terremoto del maggio scorso.

In questa galleria, si è pensato così di fare un’installazione per collocare queste opere e permettere agli spettatori di riuscire a vederle e quindi di viverle. L’idea di questa installazione si sviluppa attorno ad un struttura di tubi innocenti che ricordano i tubi che sorreggono le chiese e i campanili danneggiati dal terremoto stesso. L’installazione prende appunto il nome di “Sotto il terremoto” e già dal primo ingresso nel salone principale del museo si ha la sensazione di camminare sotto i danni provocati dal terremoto.

Durante la visita abbiamo avuto l’occasione di incontrare il curatore della mostra che ci ha spiegato l’idea fondante e le scelte che sono state fatte per realizzare l’allestimento dell’esposizione. La visita si è conclusa con un’attività relativa al suono, alla poesia e al rumore.

Dopo la visita alla Galleria siamo andati nella piazza di Suzzara a vedere parte dei danni causati dal terremoto: la cupola del campanile che è appoggiata a terra e la torre che è tutta rivestita da tubi innocenti.



foto di backstage di Giacomo

 

foto di backstage di Giacomo 



 

foto di backstage di Giacomo

 

foto di backstage di Giacomo




 

foto di backstage di Giacomo 

 

foto di backstage di Giacomo
 
 



foto di backstage di Giacomo
 

sabato 1 dicembre 2012

CAMERA OSCURA PORTATILE


In data 23.11.12 abbiamo realizzato una camera oscura portatile.
Per realizzare la camera oscura abbiamo utilizzato una scatola di scarpe.
Per prima cosa abbiamo colorato l'interno della scatola di nero e abbiamo tagliato uno dei quattro lati della scatola (il lato corto)
Successivamente abbiamo fatto un foro sulla parte opposta a quella tagliata . Questo foro prende il nome di foro stenopeico.
Con la parte tagliata abbiamo realizzatoun visore mobile tagliandone un rettangolo e ricoprendolo con un foglio di carta da lucido per regolare la messa a fuoco.
Il foro permette l'ingresso all' interno della camera oscura di un fascio luminoso che proietta nella parete opposta l'immagine di ciò che c'è di fronte alla scatola.
Questa immagine risulta capovolta e invertita.








Alcune foto di backstage :




venerdì 30 novembre 2012

FOTOGRAMMA


Il fotogramma è un'immagine fotografica ottenuta all'interno di una camera oscura mediante una tecnica OFF-CAMERA (ovvero senza l'impiego di una macchina fotografica).
Questa fotografica si ottiene mettendo a contatto alcuni oggetti o parti del corpo in un foglio di carta fotosensibile, esponendo il tutto all'azione della luce e immergendo il foglio nei liquidi di sviluppo, arresto, e fissaggio.
Nella parte coperta del foglio la presenza degli oggetti preserva il foglio dall'esposizione della luce, pertanto il sale d'argento presente nella carta non modifica il suo stato.
Nella parte esposta la luce avvia il processo di riduzione dei sali di argento in argento metallico.
Successivamente il foglio fotosensibile viene immerso nello sviluppo. La sua azione nelle parti coperte è nulla dato che il processo non si è mai avviato, mentre nelle parte scoperte il liquido accelera il processo di riduzione e di annerimento dei sali.
In seguito il foglio viene messo a contatto con il liquido di arresto che blocca l'azione dello sviluppo.
Poi viene messo a bagno nel liquido di fissaggio che rende l'immagine inalterabile sciogliendo i sali d'argento non esposti alla luce ovvero quelli preservati dall'azione della luce grazie alla presenza degli oggetti.
Infine il foglio fotosensibile viene sciacquato con acqua corrente e messo ad asciugare.
Il risultato è un impronta bianca su sfondo nero corrispondente alla forma dell'oggetto o della parte del corpo collocato inizialmente sul foglio fotosensibile.
Nel mio caso ho voluto rappresentare un muso di un gatto che ascolta la musica con le cuffiette.
Per realizzarlo mi sono servito di una agganciatrice, di un tappo, di un anello, di una chiavetta e di un paio di cuffiette.




Foto di backstage.
 Un mio compagno mentre illumina il foglio fotosensibile per realizzare l'immagine latente.



 Compagni mentre sviluppano l'immagine.


 
 
 
 
 I fotogrammi realizzati.

giovedì 22 novembre 2012

CHIMIGRAMMA



Le immagini qui sotto sono delle fotgrafie con la tecnica off-camera.
Questa fotografia si ottiene mediante l'azione di sostanze chimiche (sviluppo, arresto, fissaggio) su di una superficie fotosensibile senza prevedere l'utilizzo di una macchina fotografica un' ingranditore o una camera oscura. Il risultato prende il nome di chimigramma.
La carta utilizzata è ricoperta da sali di argento che la rendono fotosensibile perciò se essa viene esposta alla luce i sali si riducono in argento metallico causando un lento ma progressivo annerimento.
Per realizzare un chimigramma si possono usare due differenti processi a seconda del risultato che si vuole ottenere.
Il primo processo consiste nel partire dallo sviluppo disegnando ciò che si vuole e utilizzando il liquido per accelerare il processo di riduzione del sale d'argento in argento metallico. In questo modo osservo subito l'effetto di annerimento e ottengo il disegno nero su uno sfondo bianco.
Successivamente il foglio viene immerso nell'arresto che è utilizzato per arrestare l'azione dello sviluppo ed evitare che questo entri in contatto con il fissaggio.
Poi il foglio viene immerso nel fissaggio che sciogliendo i sali d'argento esposti alla luce, ne impedisce l'annerimento.
Infine il foglio viene passato sotto acqua corrente per lavare il foglio e togliendone ogni traccia dei liquidi .
Il risultato è un disegno nero su sfondo bianco.


Utilizzando il primo processo ho realizzato una bandiera americana nera su sfondo bianco utilizzando un pennello per disegnare




Il secondo processo consiste nel partire dal fissaggio disegnando qualcosa a piacere con il liquido che scioglie il sale d'argento, impedisce la sua trasformazione in argento metallico e rende l'immagine inalterabile impedendo l'annerimento dell'intero foglio esposto alla luce.
Successivamente il foglio viene immerso nell'acqua per togliere il fissaggio poi viene immerso nello sviluppo che annerisce le parti non intaccate dal fissaggio, viene immerso nell'arresto, nel fissaggio e infine risciacquato con l'acqua corrente.
Il risultato è un disegno bianco su sfondo nero.

Con il secondo processo ho provato un disegno astratto formato da linee bianche su sfondo nero utilizzando le dita.



Le fotografie sottostanti ritraggono scene di backstage.

 mentre mettiamo a bagno i chimigrammi.

 

 realizzazione di un chimigramma partendo dallo sviluppo